Vincenzo è una presenza costante ai nostri eventi, ai quali partecipa assieme all’amico Enzo Teodonno (Vivaio Autore) per diffondere i suoi famosi ‘ Tricho ibridi’, cactus colonnari di origine sudamericana (genere Trichocereus) che nelle loro forme botaniche sono famosi per i fiori, tanto grandi quanto effimeri (durano una notte sola), caratteri che, uniti alla facilità della loro coltivazione hanno favorito un’intensa attività di ibridazione da parte di numerosi coltivatori in ogni angolo del mondo per prolungare le loro fioriture e arricchirle di colore.

Esperto nel miglioramento genetico delle piante da frutto, molti anni fa Vincenzo ha cominciato a raccogliere alcuni ibridi famosi per poi incrociarli tra loro e con specie in purezza, in un lungo percorso che ha dato vita a centinaia (migliaia) di nuove linee ibride.

Oggi, nelle sue mani il dna di queste piante è stato ricombinato in maniera inattesa, generando una tavolozza di colori che supera notevolmente l’immaginabile. Tonalità pastello si mischiano a cromie fluorescenti, a toni ora vivaci ora diafani, dalla pienezza del carminio ai toni caldi del rame briuciato, in un’ampia gamma di forme diverse della corolla i cui petali sono ora acuminati, ora delicatamente frastagliati.

Più che un esperto in incroci Vincenzo pare un antico alchimista. Guidato dalle cromie arcobaleniche di questi fiori attua una manipolazione genetica in modo del tutto empirico, come fosse un Caravaggio, un Tintoretto o un Velasquez botanico dei giorni nostri.